giovedì 23 marzo 2017

Dubai e Abu Dhabi!

Se qualcuno mi chiedesse l'esperienza più bella ed elettrizzante della mia vita, ad oggi direi senza indugio DUBAI 2016.
Ebbene sì, il viaggio con la mia morosa e un'altra coppia che abbiamo programmato da maggio 2016, e che si è svolto fine ottobre-inizio novembre 2016, è stato personalmente un vero e proprio sogno.
Viaggiare è stupendo, e la cosa più bella per me è ammirare ciò che l'uomo è stato capace di creare in quel determinato luogo, e vivere le tradizioni, usi e particolarità locali, per vivere una vacanza da vero e proprio ospite! Diciamo che Dubai e la cultura araba mi hanno sempre affascinato, per l'intrecciarsi mondi apparentemente antitetici: la cultura religiosa tipica dell'Islam e la relativa vita mediorientale fatta di rigore e tradizioni, incontrano l'innovazione, il futuro, il lusso e conseguentemente la filosofia occidentale.
Partimmo da Bologna intorno alle 11.30 di mattina, con l'airbus di Lufthansa per Francoforte sul Meno, in Germania, dove il Boeing diretto all'aeroporto di Dubai International sarebbe partito dopo due ore di scalo. Purtroppo il Boeing partì con circa un'ora di ritardo ed arrivammo un'ora dopo all'aeroporto di Dubai International, ossia alle 23:45 locali invece delle 22;45. Personalmente, ci siamo trovati bene con lo scalo, nonostante i voli diretti per Dubai erano presenti, ma con prezzo più alto, e Lufthansa come compagnia (a parte il leggero ritardo che subimmo anche al ritorno) è veramente ottima. Arrivati, dopo numerosissimi controlli bagagli (all'uscita!) e quello passaporto, ci connettemmo ad internet tramite wifi aeroportuale, e scoprimmo una pessima notizia: l'hotel ci aveva cancellato la prenotazione a causa della mancanza fondi della mia carta di credito (impossibile perchè avevo fatto in banca la carta di credito un mese prima ed ero sicuro funzionasse). In preda all'ansia, cambiammo pochi soldi all'aeroporto (il cambio EURO-DIRHAM è meno favorevole in aeroporto) e prendemmo subito uno dei moltissimi taxi appena fuori dello scalo. Appena usciti, nonostante fosse l'1.00 di notte, ci arrivò una ventata di aria  afosa che ci stese letteralmente! Che bello però lasciare i 5 gradi italiani per trovarne almeno 27-28 gradi notturni a Dubai! I tassisti sono quasi tutti indiani e bengalesi, parlano un inglese scolastico ma fluente e nel nostro viaggio sono stati molto utili con consigli e delucidazioni. Arrivammo velocissimi dopo mezz'ora (la strada all'una di notte era sgombra, e inoltre il tassista aveva ben capito la nostra agitazione!) e entrammo al bellissimo hotel che avevamo prenotato, l'hotel Atana, 4 stelle in zona Tecom: sarebbe stato un enorme dispiacere dover cercare un altro albergo! Dopo un po' di lamentele, ansia e spiegazioni, dopo un'ora e mezza, verso le 3.00 circa (il fuso orario era di tre ore avanti lì) ci trovarono due camere provvisorie per quella notte, e finalmente andammo a dormire (dopo aver pagato con la mia carta di credito PERFETTAMENTE FUNZIONANTE l'importo di 1.200 € due camere per 6 notti con mezza pensione inclusa, come prezzo prenotato da giugno!).

La mattina successiva decidemmo, dopo la disavventura, di dormire fino almeno alle 10:00, nonostante avessimo programmato di andare subito al mare.
Colazione all'Atana Hotel

Dopo una buonissima colazione, dove tra dolce e salato veramente avevi l'imbarazzo della scelta, ci avviammo verso il Dubai Mall, il centro commerciale più grande al mondo. Per arrivare prendemmo la metropolitana alla fermata "Dubai Internet City" a 5 minuti di camminata dall'hotel (che ad alcuni orari offrirebbe anche il servizio navetta!). La metropolitana di Dubai è nuovissima e pulitissima, per arrivare ai binari ci sono tunnel tutti con aria condizionata. In pratica per entrare serve comprare una tessera magnetica a 6 AED e ricaricarla di minimo 20 AED; la corsa costa in base alle zone attraversate, ma non si discosta molto da 1-2 euro nelle zone turistiche, e ferma proprio nei punti cardine della città. Arrivati a destinazione, attraverso un tunnel si entra nel centro commerciale (aria sempre bella fresca!). E' un attimo perdersi in questo bellissimo shopping centre composto da più di 1000 negozi, il souk dell'oro, la pista del ghiaccio, "The Waterfall" (la fontana scultura a cascata con gli uomini volanti) e il fantastico Dubai Aquarium.
Acquario nel Dubai Mall

Ci vorrebbero penso due giorni per visitare interamente questo complesso! Qui comprai i miei soliti pantaloncini da calcio "souvenir", e presi quelli del "Al-Ain" squadra di Abu Dhabi, color viola e oro della Nike, alla bellezza di 170 AED! Intorno alle 2:30 cercammo un posto dove mangiare, e affidandomi ad un racconto trovato su internet letto prima di partire scegliemmo il Wafi Gourmet (link a piè di pagina), ristorantino libanese, dove a prezzi modici mangiammo molto bene. Alle 16:00 avevamo prenotato la salita al 124° piano del Burj Khalifa, l'edificio ad oggi più alto del mondo con i suoi 829 metri di altezza: pagammo 125 AED a testa dal sito e lo prenotammo a quell'ora precisa in quanto mezz'ora dopo, con l'avvicinarsi del tramonto sarebbe costato 200 AED. Sfortunatamente per l'attesa, fortunatamente per lo spettacolo, salimmo con mezz'ora di ritardo, e dopo 60 secondi di ascensore quasi impercettibili (sale ai 64 km/h, l'ascensore più veloce al mondo) arrivammo su e lo spettacolo che ci si stagliò dinanzi fu pazzesco.


I grattacieli sembravano casettine, le macchine sembravano delle formichine, si poteva vedere dal mare all'entroterra desertico da quell'altezza. Fu un emozione unica, un sogno che si avverava, l'adrenalina a mille, solo provando si possono capire certe emozioni. Dopo esserci goduti il tramonto e aver fatto le varie foto, scendemmo e uscimmo lato laghetto artificiale, dove il primo spettacolo delle fontane danzanti (uno ogni mezz'ora) sarebbe iniziato alle 18. Dopo qualche minuto di calda attesa, davanti a noi iniziò lo spettacolo sulla melodia di "Baba Yetu", una canzone celebrativa molto emozionante. Penso uno degli spettacoli più belli di sempre. Decidemmo di guardarne un altro (un po' "meno bello", la canzone era una danza araba più allegra) e nell'intermezzo c'è sempre uno spettacolo (sempre uguale ahimè) delle luci del Burj Khalifa, pazzesco anche quello.


Tornammo al'hotel e ci buttammo in piscina a rinfrescarci prima di cena. L'hotel Atana ti offre la possibilità di scelta della mezza pensione a buffet, l'importante è che fai o pranzo o cena; il menu è molto vario, anche se i piatti sono molto speziati e particolari, non per tutti i palati. Io che non sono difficile e mi piace provare culinariamente tutto, mi sono trovato abbastanza bene per tutta la settimana, anche se i piatti erano molto ripetitivi. Decidemmo poi di fare un giro a Dubai Marina, zona del lusso e dei grattacieli più belli di tutta Dubai; quella sera facemmo solamente una passeggiata tra gli yacht enormi e i localini lungo darsena, senza spingerci più sul mare. Siamo andati in taxi, e da li ci vogliono circa tra andata e ritorno 12 € totali!
Dubai Marina


Il terzo giorno, previa prenotazione il giorno prima al banco escursioni dell'hotel al costo di 60 € a testa, visitammo Abu Dhabi, che è ad un'oretta e 20 minuti di macchina da Dubai! Intorno alle 9.30, a noi 4 e altre due persone ci passò a prendere una guida, che ci avrebbe accompagnato per tutto il giorno alle attrazioni principali. Prima tappa Ferrari World Circuit: il complesso che comprende un museo, esposizioni di auto, un parco divertimenti e naturalmente il circuito internazionale di F1, è enorme. Non entrammo nel parco, in una quarantina di minuti visitammo l'ingresso del parco, facemmo foto con i bolidi del marchio italiano per eccellenza, ed entrammo nei box di fronte al rettilineo e alle tribune del circuito.


Seconda tappa Sheikh Zayed Grand Mosque; una delle moschee più belle e famose al mondo, è una struttura che ti lascia senza fiato,un candido luogo incantato dove regna la pace, il rispetto e il silenzio. La guida ci aveva avvisato che sarebbero stati molto restrittivi i controlli e le imposizioni di vestiario: le donne tutte coperte e gli uomini bastavano le spalle e le gambe. Il problema è che fui costretto a mettere sopra la maglietta una felpa a causa di una raffigurazione "oscena" (UNA MAGLIA BIANCA CHE RAPPRESENTAVA UN UOMO IN GARA CHE TAGLIA UN TRAGUARDO!). Così a mezzogiorno e mezza, 40 gradi e in mezzo al deserto, mi trovai con i vestiti lunghi e fortuna che avevo una felpa sennò neanche entravo! Nonostante ciò la moschea merita tantissimo, imponente e monumentale, esperienza bellissima.


Subito dopo andammo verso il centro più nuovo con i famosissimi grattacieli e costeggiammo in macchina l' Emirates Palace e posti pieni di lusso e sfarzo. Prima di tornare a Dubai visitammo l 'Heritage Village, museo della storia della città, e una bottega di creatori di tappeti persiani, con spiegazione in inglese delle pietre incastonate e della lavorazione di essi. Dopo uno spuntino al centro commerciale Marina Mall, tornammo a Dubai.


La sera, dopo essermi informato su internet prima di partire, ci recammo al Global Village non molto distante dal nostro hotel, una sorta di expo con padiglioni di tutto il mondo, cucina etnica e spettacoli a tema, alla irrisoria cifra di 12 AED a testa. Fu veramente caratteristico, vedemmo un sacco di famiglie arabe passeggiare con i figli, fieri del loro vestiario tipico, visitando nel mentre i ben adornati padiglioni.
Global Village


Il mattino seguente, finalmente, mare! L'Hotel Atana offre la possibilità di usufruire di navette gratuite a/r verso due o tre spiagge, tra cui Jumeirah Kite Beach, ossia alla destra della "Vela".
In dieci minuti arrivammo, e dopo aver comprato un ombrellone da piantare nella spiaggia libera, dopo aver fatto le foto di rito con il mitico Burj Al Arab e la sua sagoma a vela appunto, ci tuffammo subito in mare. L'acqua era veramente bella e calda, nonostante fossero solo le 10;30 di mattina!

Bellissima questa spiaggia, lo scenografico hotel più lussuoso al mondo come sfondo, e la caldissima e limpida giornata che si prospettava davanti ci ha fatto dimenticare pienamente di essere a novembre! Tornammo in hotel per pranzare e farci una doccia, e alle 15;30 ci sarebbe passati a prendere il nostro guidatore per l'attesissimo Desert Safari! Prenotammo dall'Italia l'escursione, su viator.com alla cifra di 75 €, e chiedemmo all'Atana di chiamarci per la conferma il giorno precedente. Dopo un'oretta di tragitto, ci trovammo su una strada immersa nel nulla e virammo bruscamente nel percorso immaginario studiato dal guidatore che ci invita a reggerci forte! Iniziammo un rally tra le dune fino a raggiungere un allevamento di cammelli, e ci fermammo a scattare le foto di rito col tramonto sul deserto, uno spettacolo impagabile! Raggiungemmo un accampamento dove trovammo le altre attività da fare: guidare un quad, cavalcare un cammello, fare un tattoo all'hennè, fumare la shisha e per finire una cena a buffet godendosi uno spettacolo di danza del ventre. Una giornata veramente piena di emozione, e soprattutto molto stancante, tanto che la sera decidemmo di ritrovarci sui lettini a bordo piscina dell'hotel per guardarci le foto e rilassarci.




Venerdì mattina cambiammo spiaggia, Dubai Marina! Diciamo che se si cerca l'intimità e la tranquillità, qui è difficile trovarla. La spiaggia (molto più stretta) è superaffollata e si fa fatica a piantare l'ombrellone, però molto suggestivo è lo sfondo che trovammo: a poche decine di metri dall'acqua si stagliano grattacieli lussuosi che incorniciano la calda spiaggia e rendono tutto più spettacolare.

Come il giorno precedente, tornammo in hotel a mangiare (più di una mezzagiornata si fa fatica a stare, le temperature sono veramente altissime) e nel pomeriggio visitammo "The Palm" e il fiabesco "Atlantis Hotel". Tramite un treno che attraversa il "tronco" di questa palma artificiale dove sorgono villini e caseggiati nuovissimi e lussuosi, si arriva ad un altro hotel che a lusso non ha nulla da invidiare al Burj Al Arab.

Dopo una passeggiata all'esterno e un aperitivo sul "lungomare", tornammo indietro recandoci senza tornare in hotel a Dubai Marina, attraversando la bellissima "The Walk", via piena di negozi, ristoranti e bar, pieno di vita e come al solito, pulitissimo e pieno di sfarzi.
Ci fermammo a mangiare da Bob, un fast food molto carino ed economico in stile americano, e rimanemmo molto contenti. Dopo una passeggiata tra i mercatini e spettacolini di strada, passando una piacevolissima serata.

Penultimo giorno, decidemmo nuovamente di goderci il rilassante mare di Jumeirah Beach dove eravamo stati giovedì mattina. Cotti a puntino, pranzo in hotel e via a refrigerarci dentro al Mall of Emirates, altro enorme centro commerciale, pieno di negozi e con la caratteristica pista da sci all'interno!

Incredibile, questo è il massimo della stravaganza e del potere del denaro! Dopo aver mangiato al Mc Donald all'interno, che è insieme ad un altra quarantina di ristoranti/fast food nell'area ristoro, decidemmo di rivivere un'ultima volta le emozioni delle Dubai Fountains presso l'altro Mall, e che dire, la canzone di Celine Dion con Andrea Bocelli ci ha fatto emozionare come non mai! Dopo un giretto nella zona, tornammo in hotel in metro a goderci l'ultima notte sdraiati sul lettino all'esterno con circa 30 gradi, rivivendo attraverso le foto i momenti più belli della nostra vacanza!

Arrivò anche la domenica mattina, ultimo giorno! Dormimmo un po' di più, in previsione della nottata che ci aspettava, in quanto il volo di ritorno sarebbe partito di notte, e andammo ai "souk". Premetto che una volta trovata la fermata a Deira, vecchio quartiere di Dubai, dove ancora le tradizioni e le abitazioni non sono cambiate, è stato difficoltoso trovare l'inizio di essi, e probabilmente non li avremmo neanche visitati tutti; questa parte di Dubai però è così, caotica, dispersiva, meno turistica, ma dove si può respirare appieno la vita araba.
Venditori di oro, orologi, souvenir, spezie, frutta, stoffe, vestiti e qualsiasi utensile: la Dubai tradizionale è tutta qui e sembra di essere in un altro Stato.



Attraversammo il fiume grazie alla loro imbarcazione tradizionale che per un 1AED portava dalla parte opposta, facendoci godere una traversata molto caratteristica quanto l'instabilità della barca! Dopo l'acquisto dei souvenir (tra cui i pantaloncini della nazionale degli Emirati Arabi Uniti, non me li sono lasciati sfuggire )tornammo in hotel, dove nonostante avessimo lasciato al deposito bagagli le valigie e non avessimo pagato le camere una notte ulteriore, ci offrirono la cena che non usufruimmo il giorno in cui arrivammo. Dopo un po di relax, partimmo con un taxi alla volta dell'aeroporto.

Dubai è una città che ci ha lasciato tanto, un'esperienza che porteremmo dietro tutta la vita, una civiltà rispettosa, con molte regole, ma nello stesso tempo felice.
Le donne sono molto rispettate, nonostante debbano essere "nascoste" da veli e vestiti lunghi, hanno diversi privilegi, come le carrozze "rosa" nella metro: due turisti russi che hanno invaso il confine a causa delle altre carrozze veramente piene all'inverosimile, sono stati accompagnati fuori e hanno ricevuto una sonora multa da due poliziotti. La pulizia, l'educazione e la presenza di regole in ogni luogo pubblico mi ha colpito molto. I residenti sono un po' schivi, ma dal momento che chiedi loro un'informazione, si prodigano in tutti i modi per aiutarvi, mostrando gentilezza e spirito di fraternità. Ultima cosa, ma fondamentale, non ci siamo mai sentiti in pericolo in città, zero criminalità (immagino a causa delle pene molto severe) e rispetto di tutti.  Vi lascio un link dove potete trovare il video amatoriale della nostra vacanza creato con la nostra fedelissima GoPro Hero 4!

https://www.facebook.com/giacomo.leardini/videos/vb.1453161135/10210153794468680/?type=2&theater

Altri link utili:

https://tickets.atthetop.ae/atthetop/

http://www.wafigourmet.com/

https://it.viator.com/it/8345/tours/Dubai/Dubai-Desert-4x4-Safari-with-Quad-Ride-Camel-Ride-BBQ-Dinner-and-Belly-Dancing/d828-6167SAFARI

https://www.zomato.com/it/bobsdxb/info













venerdì 3 febbraio 2017

Genova e Samp-Roma!

Domenica 29 gennaio 2017, in quanto la mia partita di campionato dilettantistico in settimana era stata rinviata , e con un bisogno di vivere l'atmosfera dello stadio facendo anche una gita fuoriporta, decisi insieme a due amici di organizzare questa esperienza.
Partimmo prima dell'alba in treno da Rimini, nostra città natale, e dopo il cambio a Bologna, arrivammo con il treno Regionale Veloce intorno alle ore 10.00 in stazione Genova Brignole.
Da qui iniziammo un veloce giretto della città, toccando punti chiave:da via S.Vincenzo ci recammo verso via Garibaldi, che essendo domenica mattina presentava tutti i negozi chiusi, e scendemmo verso Piazza Banchi, dove si trovano una chiesetta e un mercatino di prodotti locali e artigianali. Genova è una città che per molti versi assomiglia a Venezia: si trovano entrambe sul mare, l'aria che si respira e le persone sono molto simili, e la cosa più somigliante è la presenza di vicoli strettissimi in centro con case sviluppate in altezza, palazzoni che ti fanno sentire piccolo piccolo.
Proseguimmo sotto un sole che via via scalda la nostra giornata verso il Porto Antico: questo forse è il posto più bello di Genova, pieno di gente, trasuda storia di una delle quattro gloriose Repubbliche Marinare e nello stesso tempo modernità, con ristrutturazioni e rinnovamenti evidenti.
Qui si trova il secondo acquario d'Europa, secondo solo a Valencia, famoso in tutto il mondo,(chiaramente per problemi di tempistiche non lo abbiamo visitato, inoltre da piccolo la visita la feci all'interno e ne rimasi estasiato), il Galeone Neptune e il Palazzo S. Giorgio artisticamente favoloso.

Non dimentichiamoci del fantastico panorama che si può ammirare qui, delle colline e delle pendici montuose dove sopra di esse sono costruite case ed edifici, e i cosiddetti terrazzamenti.
Ci addentrammo di nuovo in centro passando per la bellissima Cattedrale di S.Lorenzo, la Chiesa del Gesù, per poi arrivare alla grande Piazza de Ferrari, dove si trovano il Monumento a Garibaldi, il Teatro dell'Opera, il Palazzo della Borsa e la curata fontana al centro di essa.


Si fece ora di pranzo, e prima della partita che si sarebbe giocata alle ore 15, cercammo un posto vicino alla piazza dove mangiare qualcosa di tipico. Trovammo il ristorantino "C'era una volta", e di esso rimasi molto soddisfatto. Ti offrono come entrèe dei crostini con salsine a parte e un cesto con fette di pane e foccaccia genovese. Io mangiai delle trofie al pesto genovese e mi sono piaciuto un sacco, niente a che vedere con il pesto dei nostri supermercati. Unica pecca, non sono molto veloci nel servizio, ma se non si ha fretta ci si intrattiene piacevolmente nel clima rustico, molto famigliare.
Intorno alle 13.45 prendemmo l'autobus numero 37 alla fermata di fronte alla fontana di Piazza de Ferrari, ci avrebbe portato in 15-20 minuti nei pressi dello stadio. Arrivati nel quartiere Marassi, trovammo un clima di sana tensione prepartita, bar pieni di tifosi che discutevano sul match del giorno, amici che si salutano, un sacco di coppie e ragazze che si accingevano ad entrare al Luigi Ferraris. Entrammo dal lato "Gradinata Nord", e dopo i controlli di routine, finalmente entrammo nella struttura: questo stadio, uno dei più belli di Italia, può contenere quasi 40.000 posti, e la sua particolarità è lo stile inglese. Tribune attaccate al campo, poche barriere, si respira proprio calcio.
In "curva" si sta rigorosamente in piedi, anche perchè purtroppo i seggiolini sono minuscoli e scomodi, con poco spazio per le gambe, Bellissima la coreografia dei tifosi, sciarpe, cori, inni, è una cornice veramente pazzesca. La partita fu molto emozionate, 1-0 Roma di Bruno Peres dopo pochi minuti, inaspettato pareggio di Praet della Samp a metà primo tempo, la ripresa che inizia con il gol di bomber Dzeko che lascia presagire a una facile vittoria romanista, ma succede l'imponderabile, pareggio e vantaggio in rimonta della Samp con Schick e Muriel, due giocatori che è veramente un piacere ammirare, Dopo un lunghissimo recupero pieno di tensioni, la Samp e i suoi tifosi festeggiarono una storica vittoria! I festeggiamenti, con nostro piacere e stupore, sono continuati anche fuori dallo stadio, per strada macchine e moto a suon di clacson, e bandiere e sciarpe a sventolare fiere della propria squadra! Un'esperienza unica, che per un amante del calcio una volta nella vita occorre vivere, una città che è divisa calcisticamente (c'è anche il Genoa qui) ma sempre in modi civili e con una sana sportività!

venerdì 20 gennaio 2017

Atene

Durante i giorni dell'Epifania, sono solito ultimamente ad organizzare un viaggetto, e questa volta è la volta della storicissima Atene! La Grecia, ultimamente afflitta da mille problematiche come la mastodontica crisi e le rivolte sociali, mi ha sempre affascinato, essendo la culla della civiltà occidentale, la patria della democrazia e della cultura europea. Ritenni che un giorno e mezzo per visitare unicamente Atene (escludendo i numerosi musei) fosse più che sufficiente, così il 4 Gennaio 2017 partii alla volta della capitale ellenica!
Lasciai una freddissima Rimini, e dopo 2 ore e 15 minuti di volo Ryanair Bologna-Atene, atterrai alle 14:15 ora locale (ad Atene l'ora è avanti di 1) e trovai un clima freddino, ma una giornata soleggiata. Difatti, qualche giorno prima ad Atene aveva nevicato ed è stato un fatto del tutto eccezionale!
Per raggiungere il centro di Atene, leggendo i vari blog su internet, optai per la metropolitana. Su internet si leggeva di un biglietto 14 € andata e ritorno, ma lì pagai 9 €, costo di una tratta. Inoltre, occorre uscire dall'aeroporto per prendere la metro, e ho atteso mezz'ora circa prima che essa arrivasse e partisse, oltre ai 40 minuti di viaggio. Perciò mi promisi di chiedere appena arrivato in città, se ci fosse un mezzo di trasporto con un rapporto qualità-prezzo migliore.
La metro, come imparerò successivamente, è un luogo molto trafficato, con un movimento di persone secondo me anche superiore a città che ho visitato come Londra e Parigi, soprattutto negli orari di punta. Ci sono tre linee, è nuova in quanto è stata rifatti nel 2004 per le olimpiadi, è abbastanza comprensibile, guardare attentamente la direzione prima di prendere il varco giusto, il biglietto dura 90 minuti e costa 1,40 € viaggiando nel centro città. L'Hotel Akropolis, ove ho alloggiato, è molto vicino alla fermata di Piazza Syntagma, fulcro di Atene; il ragazzo della reception in inglese ci ha accolto, indicato un po' come muoversi e dato tutte le info sull'hotel. La struttura un po' datata, bagno un po' piccolo e camera non troppo insonorizzata; i pro sono maggiori però, ambiente molto greco, colazione tipica e abbondante, pulizia ottima, posizione centralissima, staff disponibilissimo. Tornato in piazza Syntagma, assistetti al cambio della guardia sotto l'enorme edificio del Parlamento Greco, cerimonia molto caratteristica e buffa, si ripete ogni ora, assolutamente da vedere.
In seguito, mi diressi verso via Ermou, la via dello shopping e delle grandi catene, e la percorsi fino a piazza Monastiraki, imbattendomi in artisti di strada, venditori di fiori, pannocchie, castagne e "salepi", un succo di orchidea tipico dei paesi greci e turchi. 
Arrivato a Monastiraki, notai subito la vivacità e il movimento della piazza, tra venditori ambulanti, lavoratori che si muovono verso casa e giovani in chiacchera. Tutto ciò di fianco a una delle tante meraviglie di Atene: la Biblioteca di Adriano, oggi conservata solamente la facciata occidentale e parte dell'ingresso, e l'Agorà Romana, della quale si sono conservate le fondamenta degli edifici e poco altro.
Dopo aver fatto un giro per le viuzze di Monastiraki piene di negozi di tipicità greche e souvenir, cercai un posto per la cena. Proprio nella piazza, fui convinto ad entrare da un ragazzo nel suo ristorante, il Bairaktaris. Ottima scelta, degustazione di carne servita su pita, salsa greca con olive, acqua, frutta offerta 18 € in due circa! In più c'era anche uno spettacolo di due musicisti che tra una ballata e un sirtaki, hanno allietato la serata. 

La giornata di giovedì 5 Gennaio si è aperta con una deliziosa colazione con marmellate "home made", yogurt greco, dolcetti e tante altre bontà, e via, subito in direzione Acropoli! Incredibilmente troviamo una giornata soleggiata, con un picco di 16-17 gradi che ha allietato le visite e preparato al ritorno in una rigidissima Italia. Arrivati all'ingresso vicino alla fermata metro "Acropolis", entrai gratis mostrando il mio vecchio badge universitario; ogni angolo delle pendici dell'acropoli ha una sua storia, ogni pezzo di marmo aveva la sua funzione, e già solo alla base della città vecchia ci perderesti ore e ore! Il mio consiglio è alzarsi presto e visitare il complesso dell'Acropoli il primo mattino, con la pace e la tranquillità dei pochi turisti mattinieri, facendo tante foto "pulite" senza invasione di turisti. Nell'ordine si incontrano il Teatro di Dioniso e il Teatro di Erode Attico, due strutture che ti rimangono proprio nel cuore, luoghi di antiche tragedie e scene teatrali leggendarie, dove le figure dei filosofi e tragediografi sono potute entrare nella storia e tramandarsi fino ad oggi.
Salendo ancora, si arriva ai Propilei, monumentale ingresso dell'Acropoli vera e propria, e dopo una ripida scalinata ti si apre davanti Atene intera e la sua immensità , e soprattutto quel simbolo della civiltà greca che da sempre ho desiderato incontrare: il Partenone.

L'edificio, nonostante gli interminabili lavori di restauro non siano ancora conclusi, è una bellezza che ti lascia senza fiato. Altro edificio ottimamente conservato è l'Eretteo, altro simbolo di una immortale Atene, fondata sul culto degli dei e sulla religione. Bellissimo poi il punto panoramico dove solamente la vista vale la salita.
Scendendo sulla destra si trova l'Aeropago, antica roccia-tribunale della vecchia Atene. Mi mossi successivamente prima di pranzo verso l'Antica Agorà Greca, con la Stoa di Attalo, posto ove avveniva la vita economica e sociale di Atene, luogo di scambi di merci e opinione, e di fianco ad essa la antica città piena di resti di edifici, statue, stradine e reperti della prima vera città di Atene, molto precedente all'Agorà Romana.
In alto di essa si trova il Tempio di Efesto, ottimamente conservato.
Dopo aver mangiato una pita-kebab al Savvas-Kebap sempre a Monastiraki (2€ per una pita arrotolata, buonissima, con una spruzzatina di cannella, spezia che i greci mettono ovunque), mi diressi dentro la Plaka, quartierino caratteristico molto pulito , case bianche, negozietti, tipicamente greco.

Arrivai all'Arco di Adriano e al Tempio di Zeus Olimpio, del quale sono rimeste solamente 9 enormi e imponenti colonne. Proseguii, dopo una breve fermata per entrambi, verso lo Stadio Panathinaiko, lo stadio delle prime Olimpiadi dell'epoca moderna, immenso e molto suggestivo.

Non poteva mancare la visita poi allo Stadio della città vero e proprio, e per motivi di distanza e di preferenza squadra, misi da parte lo stadio dell'AEK e quello dell'Olimpiakos, e visitai da fuori quello dei "verdi" del Panathinaekos. Arrivai in metro, fermandomi ad Ambelokipi, trovai una struttura fatiscente, ma piena di storia e di sacralità calcistica, con i suoi bellissimi murales puoi respirare il calcio a pieni polmoni.

Ultimamente il calcio greco anch'esso è in crisi, pieno di scontri tra tifosi e mancanza di soldi per squadre e impianti sportivi, ma in Europa le squadre greche si sono sempre fatte valere. La sera mangiai in un'altra Taverna sempre zona Monastiraki, "Thanasis", sempre a base di carne, patate e pita, ancora più economica, 13 € in due! La mattina presto, dopo consiglio del proprietario dell'Hotel, presi l'autobus di linea per l'aeroporto, l'X96 che passava in piazza Syntagma, che con 6 € a tratta, senza calca, confusione e in soli 5 minuti in più della metro, ti porta in tranquillità all'aeroporto proprio sotto l'ingresso.

Atene è una città che ti rimane nel cuore, ti fa pensare alla grandezza della civiltà di quel tempo, e di quante opere più di duemila anni fa, anche senza macchinari e innovazioni, l'uomo era capace di costruire. Il lato negativo della medaglia è l'evidente stato di instabilità economica e sociale del paese, con gente comune finita per strada, case in condizioni pessime nei quartieri più poveri come quello dello stadio, almeno da fuori; ricordo poi non mi sono allontanato dal centro cittadino. Da una civiltà passata così maestosa, sono sicuro che questo popolo si rialzerà. Io intanto non posso che fare i complimenti ad una Atene piena di storia e di tradizione, posso consigliare vivamente la visita di questa città!

lunedì 19 dicembre 2016

Zurigo

Zurigo e Svizzera.

Una vacanza nata così, dal nulla, con anche un po’ di scetticismo, si è rivelata una sorpresa veramente piacevole. Un bel giorno di inizio febbraio 2016, così per curiosità e per noia, iniziai a pensare a un viaggetto con mia mamma in treno, nel periodo del ponte del 2 giugno, guardando mete anche al di fuori dai confini nazionali. Guardando la cartina, iniziai a mettere nella ricerca del sito Trenitalia mete che mi ispiravano. Mi soffermai su un tratto: Rimini-Zurigo. Vi chiederete perchè scegliemmo di prenotare subito il treno a distanza di 4 mesi, per il ponte del 2 giugno, ecco i motivi:
1.       La Svizzera mi ha sempre affascinato, uno Stato europeo particolare, noto per essere “neutrale” e “introverso”, e la tarda primavera è un periodo ottimo per visitarla.
2.      Il prezzo del biglietto: FRECCIABIANCA 9€ Rimini-Milano, EUROCITY 9€ Milano-Zurigo,  EUROCITY Zurigo-Milano 19€, FRECCIABIANCA 9€ Milano-Rimini per un totale di 45 € a testa! Trenitalia infatti a partire da 4 mesi prima, mette tariffe SuperEconomy limitate per incentivare l’acquisto, e questa era un occasione ghiottissima.
3.      Il viaggio Milano-Zurigo dicono sia uno dei più bei percorsi ferroviari al mondo, grazie alla cornice delle Alpi, le città svizzere nel tragitto, le valli e i numerosi laghi che accompagnano il viaggio.
Dopo aver prenotato il treno, iniziammo a guardare gli hotel: Zurigo è però anche la seconda città più cara al mondo, e i prezzi degli alberghi non sono da meno. Due notti in un hotel in zona periferica si aggirano intorno alle 220€  per due persone, per continuare poi a salire più ci si avvicina in centro! Fortunatamente, essendo Membro della catena Accorshotel, dopo aver soggiornato in un “Ibis” a Bruxelles l’anno precedente,ho potuto usufruire di una loro offerta e ho colto al volo la promozione uscita intorno a fine Aprile, pagando 2 notti al prezzo di 1, limitata solamente a soggiorni in Giugno, pagando quindi 130€ in due nell’ Ibis in Zona Zurich-West, non centralissima, ma un quartiere famoso e che avremmo visitato.
Quindi Venerdì 3 Giugno partiamo da Rimini alle 8 circa e dopo circa 3 ore e mezzo di viaggio, (20 minuti di ritardo), arriviamo a Milano, dove alle 12.30 ci attendeva il cambio-treno per Zurigo. La stazione del capoluogo lombardo è veramente grande, e non ha nulla da invidiare ad un centro commerciale. Saliamo poi sul treno Eurocity, e le prime impressioni sono state subito ottime: spazioso, design migliore, sedili comodi e regolabili, e silenziosità incredibile!
Altro pregio, e questo è tipico della Svizzera, la puntualità: è emozionante vedere mezzi pubblici così efficienti e in orario. Dopo un bellissimo viaggio dentro la Svizzera, passando per i bellissimi laghi come quello di Lugano, città che varrebbe la pena visitare secondo me, e passando per la natura di montagna, con valli, cascate, flora incontaminata e casine tipiche, arriviamo alle 16:30 alla stazione di Zurigo. Appena arrivati, decidiamo di prendere il tram verso lo Stadion Letzigrund (tappa fissa lo stadio cittadino nelle mie vacanze!), solamente che le macchinette, posizionate ad ogni fermata del tram, accettano solo monete! Chiaramente ci rechiamo al bar più vicino per prendere una bottiglietta d’acqua, la classica praticissima scusa per farlo. Benissimo, bottiglietta d’acqua in Bahnofstrasse 4,50 CHF (CIRCA 4 EURO!). Ridendo al pensiero di dover aprire un mutuo per mangiare e vivere qui, prendiamo il tram: anche questi sono efficientissimi, collegano ogni angolo della città, passano ogni massimo 10 minuti, e neanche a dirlo, puntualissimi! Per il primo giorno decidiamo di fare due biglietti singoli, a 2,60 CHF ciascuno, valido per 45 minuti, il giorno dopo avremmo fatto quello giornaliero, che costa 8,20 CHF e vale 24 ore. Arriviamo in una ventina di minuti allo stadio: l’impianto è veramente bello, di forma ovale, costruito sotto il livello del suolo, circondato da grate, così da poter vedere tribune e campo. 
Dopo foto di rito, ci incamminiamo verso il nostro hotel a Zurich-West. Appoggiate valigie e fatta una breve sosta rilassante, usciamo intorno alle 18 e ci dirigiamo verso la Prime Tower, il grattacielo più alto della Svizzera, con bellissimi vetri specchiati che proteggono gli uffici lavorativi. Proviamo ad entrare e salire, ma si può salire solamente prenotando un aperitivo alla modica cifra di 55 CHF a testa, e ovviamente rinunciamo. 
Ci muoviamo verso l’altra attrazione del quartiere, la Freitag Tower, ossia lo store centrale del brand più “innovativo” al mondo: due amici, qui a Zurigo, decisero di costruire borse grazie al riciclo di teloni usati e usurati dei camion, misero in piedi un vero e proprio business, ed ora ha raggiunto una fama mondiale, ingigantendo il business con accessori e vestiario. Qui a Zurich-West si può entrare nello store dove tutto è cominciato, ammirando il negozio, e salendo di piano in piano sulla cima della Torre! La particolarità è che è una costruzione anch’ essa riciclata: è un edificio costituito da vecchi containers di un ex complesso industriale, all’ apparenza pericolante, ma salire fino in cima al tramonto, è uno spettacolo unico!
Si può ammirare l’evoluzione del quartiere, l’innovazione che si mischia alla tradizione, lo stile alternativo e underground che si unisce alla rigidezza e alla linearità svizzera. Scendiamo e facciamo un giretto sotto di essa, trovando il Frau Gerolds Garten, un “cortile” ove si trovano negozietti e Pub all’aperto, il tutto in una cornice di verde e resti dell’ex zona industriale. Ci incamminiamo per ultimo all’ IM Viadukt, l’ex viadotto ferroviario diventato sede di negozietti, bar, ristorantini, mercatini tutti della stessa dimensione, numerati da 1 a 100, con un unica connessione tra loro: il gusto del kitsch e della originalità.
Dopo una cena acquistata al supermercato, dove i prezzi sono più abbordabili (ma ancora lontani dallo standard italiano), torniamo in hotel.

Il giorno successivo scendiamo di buon ora, compriamo il biglietto giornaliero per il tram direttamente alla fermata, e andiamo alla stazione.
Infatti la “Zurich Hauptbahnhof” è essa stessa un’attrazione, in quanto storica ed enorme, e da lì parte la via più famosa e cara del mondo: la Bahnofstrasse, detta anche la via del lusso. Infatti dopo un breve giro al grigio Europallee, il nuovo quartiere del business e degli affari, con niente di eclatante da segnalare, ci incamminiamo nella via rinomata, dove si alternano catene di negozi di fama mondiale, a negozi di orologi e gioielli, tipicamente svizzeri (anche i prezzi!), il tutto che si conclude alla famosa Paraderplatz, la piazza più antica e storica di Zurigo, dove una volta era sede del mercato di bestiame e agricolo, ed ora si è trasformato in centro economico nevralgico dove nel raggio di decine di metri si stagliano banche e compagnie assicurative.


Inizia così prima di pranzo il giro delle 3 chiese zurighesi. La prima è la chiesa più antica di Zurigo, ossia la Chiesa di St. Peter, che ammiriamo solo da fuori, in quanto la sua unica particolarità è l’orologio, che detiene il record di quadrante più grande d’Europa. Ci rechiamo poi a Fraumunster, altra chiesa molto grande, e qui la particolarità è all’ interno: nonostante sia una chiesa molto spoglia, appena dietro all’ altare possiamo trovare le bellissime vetrate di Marc Chagall, dinanzi alle quali vi sono panche “ammirative”.
 Per ultimo, attraversando il fiume Limmat, che “spacca” Zurigo in due parti, entriamo nella più famosa, la Grossmunster, dove si può salite su una delle due torri per ammirare il bellissimo panorama del territorio zurighese, il lago, le abitazioni, il fiume…basta girare lo sguardo per cogliere la perfezione svizzera e la cornice verde di questa moderna città!


Il difetto di questa bellissima esperienza è la salita, scale a chiocciola molto claustrofobiche, dove si sale e scende contemporaneamente, al solo pensiero ancora rabbrividisco, ma una volta su capirete il perchè ne vale la pena! Scesi senza troppa fatica (fortunatamente in quel momento non saliva molta gente) cerchiamo da mangiare, e dopo esserci fermati in un negozio sportivo a comprare i miei pantaloncini-souvenir del Grassophers, squadra zurighese di calcio, ci muoviamo verso lo Sternen Grill. Visti i numerosi ottimi commenti su Tripadvisor, troviamo da sederci e prendiamo due menu a 12,50 CHF a testa bere escluso (avevamo l’acqua nello zaino, ci siamo accontentati), che prevedono pane, wurstel e patate. Tutto veramente squisito, citazione particolare per le patate lesse condite veramente bene. Nel frattempo viene giù un acquazzone improvviso, smorzando il nostro entusiasmo della bella mattinata. Dopo una breve capatina al Teatro Opernhaus, rientriamo un attimo in hotel e usciamo nuovamente verso le ore 15, e decidiamo di prendere il traghetto che tocca diversi punti del lago di Zurigo. Prendiamo quello delle 16,15, al costo di 8,60 CHF e della durata di 1h e mezza. Il tempo è molto incerto, e abbiamo notato che è incredibilmente variabile, si può passare da sole a temporale in un batter d’occhio. Fortunatamente l’intero giro è stato piacevole e il tempo ha retto, a parte poco prima di scendere che è diluviato per cinque minuti. Prendiamo il tram che ci porta a Niederdorf, il quartiere “vecchio” di Zurigo, il centro che giovani e famiglie frequentano prima di cena; qui incontriamo ristoranti, pub, negozietti e abitazioni tipiche, eccezionale poi la pulizia e l’ordine pubblico delle strade.
In tutta Zurigo non ho mai visto un minimo di degrado o poca sicurezza, tutto qui è sotto controllo, e tutti rispettano il prossimo e l’ambiente attorno, vivendo in Italia un paese così sembra utopistico e surreale. La sera dopo una cena in un fast food ci corichiamo e riposiamo per il viaggio di ritorno il giorno successivo.


La Svizzera è stata una bellissima sorpresa, e Zurigo è una chicca che consiglio vivamente a tutti: tra tutti i viaggi in Europa che ho fatto, l’ambiente elvetico è quello che mi ha messo più soggezione. Nonostante la vita sia molto cara (gli stipendi sono in proporzione), non c’è nessun segno di delinquenza, le regole sono ferree e tutti le rispettano. Ma la cosa che più mi ha colpito è il sorriso sul viso di ognuno, la felicità di vivere pacificamente e civilmente, come dovremmo fare ognuno di noi nel nostro Paese. Purtroppo siamo ancora lontani dagli svizzeri sotto tutti gli aspetti, e ciò mi rammarica, e non posso far altro che ringraziare Zurigo, un’opportunità enorme di aprirmi gli orizzonti…