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venerdì 14 aprile 2017

Souvenirs...

Viaggiare è a mio avviso un modo di "fare esperienza", di aprire gli orizzonti e rendere se stessi persone migliori. Il viaggio perfetto è quello che imprime indelebilmente nella mente ricordi e anche a distanza di anni ti fa sorridere al solo pensiero dell'esperienza vissuta. Sapori, odori, bellezze naturali e architettoniche, emozioni, situazioni tragicomiche e disavventure, viaggiare è tutto questo.
La fotografia è la migliore àncora di legame al passato, la fedele riproduzione dell'emozione vissuta a tempo debito, lo specchio del passare inesorabile del tempo, anche se ultimamente scattare foto è diventato quasi una forma di "malattia".
Scattare foto al cibo, scattare foto ai quadri, scattare 800 foto al monumento più famoso, scattare un selfie per dire alla mamma che va tutto bene, scattare un selfie per aggiornare la "storia" su Instagram, scattare selfie per pubblicarlo in un qualsiasi social del piffero. Tutto ciò non ti fa godere a fondo l'esperienza e il momento che stai vivendo.
Portare a casa un souvenir è un altro modo di "staccare" un pezzo di luogo visitato; una mini-riproduzione del monumento da posizionare nella mensola a casa, una calamita da appiccicare al frigorifero e ogni volta che vai in cucina la ammiri oppure un alimento tipico del posto (sono i migliori, ma purtroppo quelli durano poco con me!).

Il souvenir che non può proprio mancare nella mia vacanza è il pantaloncino da calcio della squadra del paese. Io amo il calcio e in più in estate in una città di mare come Rimini, per andare al mare, sopra il costume slip si indossano i pantaloncini da calcio, e sfoggiarne uno sempre nuovo mi "gasa" un sacco. Se avete letto "Un po' di me" nel blog, avrete notato che ho una vera ossessione, e in ogni paese visitato metto in atto sempre la combo stadio + pantaloncino.
Qui di seguito vi mostro la raccolta (in continuo aggiornamento! ) delle foto della mia collezione con la relativa didascalia, perchè ognuno di questi ha la sua storia da raccontare!



1) Iniziamo dall'ultimo acquisto, pantaloncini della JUVENTUS annata 2016-2017, anche se non sono stati presi a Torino, ma su internet, ma li metto per primi in quanto è la mia squadra del cuore. Nonostante ciò non mi sono mai deciso a comprarli, non so il perchè; li ho voluti prendere personalizzati, con il numero 17 di Mario Mandzukic, che rappresenta lo spirito Juve in tutto e per tutto! E speriamo che sia di buon auspicio per la Champions League 2017.....


2) Vi chiederete che c***o di pantaloncini sono questi, senza stemma e apparentemente anonimi? Beh questi hanno un significato particolare, in quanto il calciatore che me li ha dati è proprio forte... sì avete indovinato sono miei!! Sono i pantaloncini del BELLARIA IGEA MARINA 2008/2009 , squadra della ex C2 dove ho toccato il mondo del professionismo, anche solo per una partita in campo (e una quindicina di partite in panchina) , e questi sono i pantaloncini di quell'unica partita, giocata con il numero 8 il 3 settembre del 2008, nello stadio della S.p.a.l. Ferrara, Giacomense-Bellaria finita 4-3 per loro. Un'emozione indescrivibile, io ero veramente giovane, e la partita era di coppa Italia. Bellissimo ricordo.


3) La "malattia" del souvenir pantaloncini da calcio iniziò da questi. Io sono una di quelle persone che se gioca alla playstation ad un gioco di calcio e l'avversario prende il Real Madrid, io prendo il Sassuolo per fare l'impresa sportiva, sono quella persona che tifa per i più deboli, amo le storie di rivincita, vivo per i miracoli. Detto ciò il primo paio di pantaloncini comprati in viaggio da collezione non poteva che essere quello di una "squadretta", il QUEENS PARK RANGERS 2012-2013, squadra londinese che militava allora nella Premier League, ora è in Championship, l'equivalente serie B italiana. Londra, settembre 2012, il mio primo viaggio in aereo e il primo viaggio con la mia fidanzata; girando per le viuzze intorno a Carnaby Street vidi questi shorts e me ne innamorai per la semplicità: presi!


4) Il giorno dopo però mi innamorai sempre lì a Londra di un altro paio di pantaloncini, in un negozietto (ce ne sono a bizzeffe in Inghilterra) a Oxford Street: erano quelli celebrativi sempre anno 2012-2013 del CHELSEA, squadra che a maggio 2012 vinse la Champions League! Quindi le bande laterali dell' Adidas per l'anno in corso vennero colorate d'oro. PS: il Chelsea maggio 2013 vinse l'Europa League!


5-6) Ho due paia di pantaloncini del PALERMO, strano eh? E' la mia seconda squadra del cuore, i primi pantaloncini sono del 2006-2007, anno in cui mi sono appassionato a questa squadra. Vederla giocare era un piacere, la Juventus era appena retrocessa a causa delle vicende giudiziarie extra-calcistiche che tutti sappiamo, e in serie A mi appassionai a questa squadra. Fu il regalo dei miei amici per il compleanno dei 16 anni a luglio 2007.
Il secondo paio anno 2015-2016 è invece uno sfizio tolto a novembre 2015, visitando la bellissima città di Palermo. li vidi in offerta non ci pensai due volte a prenderli, furono un portafortuna, in quanto la squadra, data per spacciata a inizio anno, si salvò miracolosamente all'ultima giornata!



7) Questi per bellezza sono forse tra i miei preferiti, VALENCIA 2015-2016. Cinque giorni a Natale 2015 nella bellissima città spagnola, viaggio regalato alla mia fidanzata per la Laurea. Come sempre il calcio non può mancare e allo store ufficiale in piazza de l'Ayuntamiento trovai questi bellissimi pantaloncini!


8) Giugno 2016, viaggio a Zurigo, bellissima città Svizzera, di certo non famosa per il calcio (lo stadio lo visitai comunque eh!), passeggiando lungo il fiume Limmat, scovai un negozio sportivo, e provai a cercare in mezzo a tutti gli articoli. Trovai questo paio, unica taglia, unico pezzo, appartenente alle "cavallette" (vengono chiamati così i giocatori di questa squadra) del GRASSHOPERS ZURICH!


9)Viaggio a Roma ponte del primo maggio 2014; in centro si respirava proprio aria di calcio, in quanto il 3 maggio ci sarebbe stata la triste finale di coppa Italia finita in tragedia, famosa per gli scontri fuori dall'Olimpico e la morte di Ciro Esposito. Ho preso i pantaloncini della ROMA, anche se quell'anno la divisa non mi piaceva molto, ma quelli della Lazio non li trovai!


10) Ponte del 2 giugno 2015 a Malta, un viaggio con la mia fidanzata che mi è rimasto particolarmente a cuore, 5 bellissimi giorni in un vero e proprio paradiso terrestre. ma la scoperta più grossa è stata trovare i pantaloncini della nazionale di calcio MALTA!



11) Viaggio con amici nelle ferie estive ad agosto 2015 a Madrid, capitale spagnola; è una città che trasuda calcio, vive di calcio, e  non essendo ancora stato a Valencia, volevo un paio di pantaloncini di una squadra meno blasonata spagnola, così presi quelli del GRANADA stagione 2015/2016, nuovi di zecca!


12) Un'altro paio di pantaloncini che amo particolarmente sono quelli dell' OLYMPIQUE LIONE, presi però nel viaggio a Parigi del 2013! Quelli del Paris Saint Germain non mi piacevano molto ed il costo era molto alto, allora nel centro commerciale Les Quatre Temps nel quartiere Defense, trovai questa chicca di cui sono molto orgoglioso, una squadra che mi è sempre piaciuta!


13) Questi sono stati i miei primi pantaloncini comprati su internet, quelli del MARIBOR. Il Palermo nel 2010 aveva comprato due giocatori di questa squadra slovena, Ilicic e Bacinovic, così mi sono innamorato di questo cimelio (sono i pantaloncini celebrativi dei 100 anni di questa società) che era in sventita online! 


14) I pantaloncini del CAGLIARI 2011/2012 sono un altro sfizio tolto su internet.


15) Questi sono una vera e propria "limited edition": nel mio viaggio a Dubai sono riuscito a trovare i pantaloncini di una squadra militante nel campionato locale al Dubai Mall, il centro commerciale più grande al mondo. Questi pantaloncini dell' AL AIN FC 2016-2017, squadra di Abu Dhabi, firmati Nike sono davvero stupendi e sicuramente da noi non si trovano in giro!


16) Stessa rarità sono i pantaloncini della nazionale degli EMIRATI ARABI UNITI, trovati nei Souk di Dubai a Deira, la parte vecchia di Dubai. Pagati molto di meno di quelli precedenti, dopo una tenace contrattazione, ho ottenuto questi pantaloncini (penso replica) molto caratteristici.


17) Sempre in tema di nazionali di calcio, nel mio viaggio a Bruxelles in Belgio nel gennaio 2015  ho comprato questi pantaloncini. In realtà avrei voluto quelli dell' Anderlecht, squadra della capitale belga che milita nel campionato maggiore, ma non ho trovato nessun negozio o rivenditore. Il calcio è uno sport molto secondario in Belgio, addirittura il giorno dell'epifania c'era l'intero campionato belga che giocava, ma al ristorante davano il posticipo di serie A italiana Juventus-Inter! Così nel centro commerciale City 2 trovai solamente quelli della nazionale di due anni più vecchi, e rimasi comunque soddisfatto!


18) Questi sono il souvenir dell'ultima vacanzina fatta con mia madre ad Atene, i pantaloncini 2016-2017 di una delle 3 squadre di Atene, il PANATHINAIKOS. Notare bene, se ad Atene paghi in contanti, ti fanno lo sconto!


19) Correva l'annata 2004/2005 e io, giocando nelle giovanili, andavo a fare il raccattapalle alle partite in casa del RIMINI F.C., la squadra della mia città! Quella volta il Rimini era in serie C1, e quell'anno venne promosso in serie B, e il capitano, Luca D'Angelo a fine di una partita, mi regalò i pantaloncini!

lunedì 19 dicembre 2016

Zurigo

Zurigo e Svizzera.

Una vacanza nata così, dal nulla, con anche un po’ di scetticismo, si è rivelata una sorpresa veramente piacevole. Un bel giorno di inizio febbraio 2016, così per curiosità e per noia, iniziai a pensare a un viaggetto con mia mamma in treno, nel periodo del ponte del 2 giugno, guardando mete anche al di fuori dai confini nazionali. Guardando la cartina, iniziai a mettere nella ricerca del sito Trenitalia mete che mi ispiravano. Mi soffermai su un tratto: Rimini-Zurigo. Vi chiederete perchè scegliemmo di prenotare subito il treno a distanza di 4 mesi, per il ponte del 2 giugno, ecco i motivi:
1.       La Svizzera mi ha sempre affascinato, uno Stato europeo particolare, noto per essere “neutrale” e “introverso”, e la tarda primavera è un periodo ottimo per visitarla.
2.      Il prezzo del biglietto: FRECCIABIANCA 9€ Rimini-Milano, EUROCITY 9€ Milano-Zurigo,  EUROCITY Zurigo-Milano 19€, FRECCIABIANCA 9€ Milano-Rimini per un totale di 45 € a testa! Trenitalia infatti a partire da 4 mesi prima, mette tariffe SuperEconomy limitate per incentivare l’acquisto, e questa era un occasione ghiottissima.
3.      Il viaggio Milano-Zurigo dicono sia uno dei più bei percorsi ferroviari al mondo, grazie alla cornice delle Alpi, le città svizzere nel tragitto, le valli e i numerosi laghi che accompagnano il viaggio.
Dopo aver prenotato il treno, iniziammo a guardare gli hotel: Zurigo è però anche la seconda città più cara al mondo, e i prezzi degli alberghi non sono da meno. Due notti in un hotel in zona periferica si aggirano intorno alle 220€  per due persone, per continuare poi a salire più ci si avvicina in centro! Fortunatamente, essendo Membro della catena Accorshotel, dopo aver soggiornato in un “Ibis” a Bruxelles l’anno precedente,ho potuto usufruire di una loro offerta e ho colto al volo la promozione uscita intorno a fine Aprile, pagando 2 notti al prezzo di 1, limitata solamente a soggiorni in Giugno, pagando quindi 130€ in due nell’ Ibis in Zona Zurich-West, non centralissima, ma un quartiere famoso e che avremmo visitato.
Quindi Venerdì 3 Giugno partiamo da Rimini alle 8 circa e dopo circa 3 ore e mezzo di viaggio, (20 minuti di ritardo), arriviamo a Milano, dove alle 12.30 ci attendeva il cambio-treno per Zurigo. La stazione del capoluogo lombardo è veramente grande, e non ha nulla da invidiare ad un centro commerciale. Saliamo poi sul treno Eurocity, e le prime impressioni sono state subito ottime: spazioso, design migliore, sedili comodi e regolabili, e silenziosità incredibile!
Altro pregio, e questo è tipico della Svizzera, la puntualità: è emozionante vedere mezzi pubblici così efficienti e in orario. Dopo un bellissimo viaggio dentro la Svizzera, passando per i bellissimi laghi come quello di Lugano, città che varrebbe la pena visitare secondo me, e passando per la natura di montagna, con valli, cascate, flora incontaminata e casine tipiche, arriviamo alle 16:30 alla stazione di Zurigo. Appena arrivati, decidiamo di prendere il tram verso lo Stadion Letzigrund (tappa fissa lo stadio cittadino nelle mie vacanze!), solamente che le macchinette, posizionate ad ogni fermata del tram, accettano solo monete! Chiaramente ci rechiamo al bar più vicino per prendere una bottiglietta d’acqua, la classica praticissima scusa per farlo. Benissimo, bottiglietta d’acqua in Bahnofstrasse 4,50 CHF (CIRCA 4 EURO!). Ridendo al pensiero di dover aprire un mutuo per mangiare e vivere qui, prendiamo il tram: anche questi sono efficientissimi, collegano ogni angolo della città, passano ogni massimo 10 minuti, e neanche a dirlo, puntualissimi! Per il primo giorno decidiamo di fare due biglietti singoli, a 2,60 CHF ciascuno, valido per 45 minuti, il giorno dopo avremmo fatto quello giornaliero, che costa 8,20 CHF e vale 24 ore. Arriviamo in una ventina di minuti allo stadio: l’impianto è veramente bello, di forma ovale, costruito sotto il livello del suolo, circondato da grate, così da poter vedere tribune e campo. 
Dopo foto di rito, ci incamminiamo verso il nostro hotel a Zurich-West. Appoggiate valigie e fatta una breve sosta rilassante, usciamo intorno alle 18 e ci dirigiamo verso la Prime Tower, il grattacielo più alto della Svizzera, con bellissimi vetri specchiati che proteggono gli uffici lavorativi. Proviamo ad entrare e salire, ma si può salire solamente prenotando un aperitivo alla modica cifra di 55 CHF a testa, e ovviamente rinunciamo. 
Ci muoviamo verso l’altra attrazione del quartiere, la Freitag Tower, ossia lo store centrale del brand più “innovativo” al mondo: due amici, qui a Zurigo, decisero di costruire borse grazie al riciclo di teloni usati e usurati dei camion, misero in piedi un vero e proprio business, ed ora ha raggiunto una fama mondiale, ingigantendo il business con accessori e vestiario. Qui a Zurich-West si può entrare nello store dove tutto è cominciato, ammirando il negozio, e salendo di piano in piano sulla cima della Torre! La particolarità è che è una costruzione anch’ essa riciclata: è un edificio costituito da vecchi containers di un ex complesso industriale, all’ apparenza pericolante, ma salire fino in cima al tramonto, è uno spettacolo unico!
Si può ammirare l’evoluzione del quartiere, l’innovazione che si mischia alla tradizione, lo stile alternativo e underground che si unisce alla rigidezza e alla linearità svizzera. Scendiamo e facciamo un giretto sotto di essa, trovando il Frau Gerolds Garten, un “cortile” ove si trovano negozietti e Pub all’aperto, il tutto in una cornice di verde e resti dell’ex zona industriale. Ci incamminiamo per ultimo all’ IM Viadukt, l’ex viadotto ferroviario diventato sede di negozietti, bar, ristorantini, mercatini tutti della stessa dimensione, numerati da 1 a 100, con un unica connessione tra loro: il gusto del kitsch e della originalità.
Dopo una cena acquistata al supermercato, dove i prezzi sono più abbordabili (ma ancora lontani dallo standard italiano), torniamo in hotel.

Il giorno successivo scendiamo di buon ora, compriamo il biglietto giornaliero per il tram direttamente alla fermata, e andiamo alla stazione.
Infatti la “Zurich Hauptbahnhof” è essa stessa un’attrazione, in quanto storica ed enorme, e da lì parte la via più famosa e cara del mondo: la Bahnofstrasse, detta anche la via del lusso. Infatti dopo un breve giro al grigio Europallee, il nuovo quartiere del business e degli affari, con niente di eclatante da segnalare, ci incamminiamo nella via rinomata, dove si alternano catene di negozi di fama mondiale, a negozi di orologi e gioielli, tipicamente svizzeri (anche i prezzi!), il tutto che si conclude alla famosa Paraderplatz, la piazza più antica e storica di Zurigo, dove una volta era sede del mercato di bestiame e agricolo, ed ora si è trasformato in centro economico nevralgico dove nel raggio di decine di metri si stagliano banche e compagnie assicurative.


Inizia così prima di pranzo il giro delle 3 chiese zurighesi. La prima è la chiesa più antica di Zurigo, ossia la Chiesa di St. Peter, che ammiriamo solo da fuori, in quanto la sua unica particolarità è l’orologio, che detiene il record di quadrante più grande d’Europa. Ci rechiamo poi a Fraumunster, altra chiesa molto grande, e qui la particolarità è all’ interno: nonostante sia una chiesa molto spoglia, appena dietro all’ altare possiamo trovare le bellissime vetrate di Marc Chagall, dinanzi alle quali vi sono panche “ammirative”.
 Per ultimo, attraversando il fiume Limmat, che “spacca” Zurigo in due parti, entriamo nella più famosa, la Grossmunster, dove si può salite su una delle due torri per ammirare il bellissimo panorama del territorio zurighese, il lago, le abitazioni, il fiume…basta girare lo sguardo per cogliere la perfezione svizzera e la cornice verde di questa moderna città!


Il difetto di questa bellissima esperienza è la salita, scale a chiocciola molto claustrofobiche, dove si sale e scende contemporaneamente, al solo pensiero ancora rabbrividisco, ma una volta su capirete il perchè ne vale la pena! Scesi senza troppa fatica (fortunatamente in quel momento non saliva molta gente) cerchiamo da mangiare, e dopo esserci fermati in un negozio sportivo a comprare i miei pantaloncini-souvenir del Grassophers, squadra zurighese di calcio, ci muoviamo verso lo Sternen Grill. Visti i numerosi ottimi commenti su Tripadvisor, troviamo da sederci e prendiamo due menu a 12,50 CHF a testa bere escluso (avevamo l’acqua nello zaino, ci siamo accontentati), che prevedono pane, wurstel e patate. Tutto veramente squisito, citazione particolare per le patate lesse condite veramente bene. Nel frattempo viene giù un acquazzone improvviso, smorzando il nostro entusiasmo della bella mattinata. Dopo una breve capatina al Teatro Opernhaus, rientriamo un attimo in hotel e usciamo nuovamente verso le ore 15, e decidiamo di prendere il traghetto che tocca diversi punti del lago di Zurigo. Prendiamo quello delle 16,15, al costo di 8,60 CHF e della durata di 1h e mezza. Il tempo è molto incerto, e abbiamo notato che è incredibilmente variabile, si può passare da sole a temporale in un batter d’occhio. Fortunatamente l’intero giro è stato piacevole e il tempo ha retto, a parte poco prima di scendere che è diluviato per cinque minuti. Prendiamo il tram che ci porta a Niederdorf, il quartiere “vecchio” di Zurigo, il centro che giovani e famiglie frequentano prima di cena; qui incontriamo ristoranti, pub, negozietti e abitazioni tipiche, eccezionale poi la pulizia e l’ordine pubblico delle strade.
In tutta Zurigo non ho mai visto un minimo di degrado o poca sicurezza, tutto qui è sotto controllo, e tutti rispettano il prossimo e l’ambiente attorno, vivendo in Italia un paese così sembra utopistico e surreale. La sera dopo una cena in un fast food ci corichiamo e riposiamo per il viaggio di ritorno il giorno successivo.


La Svizzera è stata una bellissima sorpresa, e Zurigo è una chicca che consiglio vivamente a tutti: tra tutti i viaggi in Europa che ho fatto, l’ambiente elvetico è quello che mi ha messo più soggezione. Nonostante la vita sia molto cara (gli stipendi sono in proporzione), non c’è nessun segno di delinquenza, le regole sono ferree e tutti le rispettano. Ma la cosa che più mi ha colpito è il sorriso sul viso di ognuno, la felicità di vivere pacificamente e civilmente, come dovremmo fare ognuno di noi nel nostro Paese. Purtroppo siamo ancora lontani dagli svizzeri sotto tutti gli aspetti, e ciò mi rammarica, e non posso far altro che ringraziare Zurigo, un’opportunità enorme di aprirmi gli orizzonti…